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Rappresentanza Sindacale Aziendale Banca di Credito Coop. di Roma

 
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La Federazione Veneta delle BCC licenzia due lavoratori.

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4305691981_7c80f3fe90-150x150.jpgValori, onori e oneri di un Credito Cooperativo in via di trasformazione

Il sistema del credito cooperativo ha risolto le crisi delle proprie banche senza intervento pubblico ma sicuramente con quello dei lavoratori e delle lavoratrici che hanno sottoscritto, tramite le Organizzazioni sindacali, importanti accordi di riduzione del costo del lavoro e altre ricadute sulle condizioni di lavoro, pur di evitare licenziamenti e salvaguardare posti di lavoro, consentire la continuità aziendale, nella convinta difesa dei valori del credito cooperativo, delle sue peculiarità e del servizio che il credito cooperativo svolge nelle comunità territoriali. Le banche di credito cooperativo sono banche di relazione, a mutualità prevalente, legate al territorio e guidate da valori della solidarietà e dai principi della cooperazione.

Tra i vari accordi si annovera anche quello del 15 ottobre 2015, sottoscritto nell’ambito della crisi della Banca Padovana in amministrazione straordinaria, dove si registra la disponibilità della Federazione Veneta delle BCC alla acquisizione del rapporto di lavoro di cinque risorse lavorative della Ex Banca Padovana.

Apprendere che per due di questi lavoratori, dopo appena un anno e qualche mese dalla cessione, intervenuta in forza dell'accordo sindacale di cui sopra, la Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo decide il licenziamento per insussistenza della possibilità di impiegare utilmente detti lavoratori in una qualsiasi posizione lavorativa, ciò anche in ragione dell'intervenuta riforma del settore bancario che ha interessato direttamente il Credito Cooperativo, ci lascia indignati e stupiti!

Vero è che le banche di credito cooperativo con la realizzazione della riforma del credito cooperativo prevista dalla legge n. 49/2016 sono in una fase di trasformazione epocale dalla loro costituzione, avvenuta oltre 100 anni. A questo punto è doveroso chiedersi sei i valori, i principi, le persone e i patti sottoscritti in questo settore passano allora in secondo piano oppure no; se la riforma del credito cooperativo si realizza contro i lavoratori o con il loro contributo.

Ci corre l’obbligo ricordare che le banche di credito cooperativo hanno nella loro carta dei valori il riconoscimento del ruolo della persona, Art. 1 (Primato e centralità della persona): “Il Credito Cooperativo ispira la propria attività all'attenzione e alla promozione della persona. Il Credito Cooperativo è un sistema di banche costituite da persone che lavorano per le persone. Il Credito Cooperativo investe sul capitale umano – costituito dai soci, dai clienti e dai collaboratori – per valorizzarlo stabilmente.”

Appare chiaro che La Federazione Veneta delle BCC/CRA con i licenziamenti dei due colleghi è venuta meno a tutto ciò e lo ha fatto naturalmente in spregio appunto ai principi e ai valori della cooperazione, quelli contenuti nei 12 punti della sua carta dei valori e in particolare al punto 5: “Cooperazione: Lo stile cooperativo è il segreto del successo. L'unione delle forze, il lavoro di gruppo, la condivisione leale degli obiettivi sono il futuro della cooperazione di credito. La cooperazione tra le banche cooperative attraverso le strutture locali, regionali, nazionali e internazionali è condizione per conservarne l'autonomia e migliorarne il servizio a soci e clienti.”

Il fatto oltre ad essere grave perché si licenziano discrezionalmente dei lavoratori, con la giustificazione ché gli viene soppresso il posto di lavoro, mina profondamente una storia di relazioni industriale e sindacali del settore, che hanno saputo trovare, in situazioni ben peggiori, le soluzioni più equilibrate ed idonee all’interesse collettivo e con il concorso di tutti.

In una fase così delicata di trasformazione del sistema del credito cooperativo quale lezione possiamo trarre da questa “triste vicenda” di mancato rispetto dei patti sottoscritti? Il mancato riconoscimento di un nostro interlocutore, la Federazione Veneta delle BCC/CRA o forse la mancanza di affidabilità più in generale?

Gli effetti di questa “triste vicenda” non possono rimanere nell’ambito della Federazione Veneta, ma avranno, purtroppo, ripercussioni e conseguenze all’interno di tutto il credito cooperativo, non dimentichiamo infatti che l’accordo di risoluzione della crisi della BCC Padovana ha visto la partecipazione di tutti i livelli sindacali: provinciali, regionali e nazionali da una parte e della BCC, rappresentata dai commissari di Banca d’Italia, dalla Federazione Veneta e dalla Federazione Italiana delle BCC/CRA, dall’altra. Ci chiediamo inoltre: in una fase di profonda ristrutturazione e riorganizzazione, dettata anche da norme di legge, ancora non compiuta su molti aspetti (costituzione dei gruppi, ruolo della Federazione Nazionale e di quelle regionali), se i licenziamenti della Federazione Veneta rappresentano solo “l’antipasto” quale è il menù che dobbiamo aspettarci?

L’atto compiuto dalla Federazione Veneta non può essere tollerato e rischia di minare, in un prossimo futuro, le relazioni sindacali nel credito cooperativo. Non si pensi di poter realizzare la riforma, perseguire il riconoscimento della specificità di modello bancario cooperativo, conservarne spirito originario e ed autonomia senza il coinvolgimento attivo delle lavoratrici e dei lavoratori.

Con quale spirito e riconoscimento di ruolo, quindi, dovremmo partecipare ai tavoli di confronto, regionale e/o nazionale, se prima non si risolvono i licenziamenti fatti dalla Associazione datoriale delle banche di credito cooperativo del Veneto, istituzione che dovrebbe aiutare a risolvere le tensioni occupazionali e i conflitti collettivi e non accentuarli. Associazione che dovrebbe per prima rispettare gli accordi sottoscritti, per poi chiedere alle sue associate BCC di fare altrettanto.

Al Presidente Augusto dell’Erba, nella sua qualità di Presidente nazionale, che sta conducendo una battaglia per l’autonomia contrattuale del credito cooperativo e per un importante riconoscimento del ruolo della Federazione Italiana e delle Federazioni locali, diciamo con molta umiltà ma altrettanta fermezza; che bisogna intervenire per rimuovere questa “ mina vagante “ al più presto, altrimenti diventerà tutto più difficile per gli obiettivi comuni che ci siamo dati, ma prima di tutto per difendere il credito cooperativo, le specificità del suo modello e dei suoi valori e soprattutto le lavoratrici e i lavoratori, nella loro qualità di attori primari nel percorso di trasformazione del sistema del credito cooperativo.

Si può procedere in un solo modo: gestire il “cambiamento insieme ai lavoratori e non contro di essi”.

Roma 5 ottobre 2017 Il Coordinamento Nazionale FISAC CGIL Credito Cooperativo

Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Ottobre 2017 20:18
 

Accordo 26 luglio Gruppo ICCREA - La Posizione del Coordinamento Regionale FISAC CGIL Lazio

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arsenico e vecchi merlottiComprendiamo come sia arduo e per nulla facile, da parte di chi si è consapevolmente sottratto al confronto negoziale, “servire” ai lavoratori del Gruppo Bancario ICCREA l’idea che tutto vada per il meglio, diluendo perciò “verità“ corrette con un massiccio miscuglio di veleni ed ipocrisie.

Ma non si può supinamente accettare che si continuino a scavare buche e ad alzare steccati a forza di improperi e veleni.

Perché è del prossimo futuro di tutti noi che stiamo parlando, incerto ma da affrontare, precario ma da sfidare, da costruire partecipando.

Viene contestato alle nostre Rappresentanze Sindacali Aziendali che l’accordo da loro sottoscritto il 26 luglio ultimo scorso nel Gruppo Bancario ICCREA prevede una compartecipazione dei lavoratori agli oneri per gli esodi verso il Fondo. In tutti i gruppi bancari italiani, nelle ristrutturazioni attuate nel recente passato, sono stati sottoscritti accordi da tutte le Organizzazioni sindacali , con buona pace di tutti (ma proprio tutti), che hanno previsto, in vario modo, la compartecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori al costo aziendale dei così detti “PREPENSIONAMENTI”.

Alle nostre Rappresentanze Sindacali Aziendali viene contestato di tutto e di più, ma chi contesta non si è voluto misurare in un confronto nel merito dell’accordo e non spiega perché ci si è sottratti a fare la propria parte, a partecipare e negoziare.

Noi qui rappresentiamo la nostra valutazione che si fonda sostanzialmente:

o sulle effettive necessità di ristrutturazione e consolidamento del Gruppo Bancario ICCREA, tanto più alla luce dell’imminente avvio della riforma del Credito Cooperativo;

o sull'equilibrio complessivo dell'accordo che realizza riduzioni temporanee di costo utilizzando le misure previste dalla contrattazione collettiva e dalla Legge, con il principio di equità, senza impattare pesantemente sulle retribuzioni (in particolare dei più giovani), senza sopprimere diritti acquisiti e intervenendo sull’organizzazione del lavoro;

o sul fatto che la riduzione strutturale del costo del lavoro si concretizza nel ricorso alle prestazioni straordinarie del Fondo di Sostegno al Reddito (prepensionamenti), peraltro in maniera esclusivamente volontaria, quindi con la valutazione di ciascuno circa la possibilità/opportunità di accesso;

o sulle importanti novità introdotte, quale l’Osservatorio Locale Aziendale che avrà anche il compito di verificare l’effettiva realizzazione del governo di tutti i costi aziendali (ad esempio consulenze e altri costi amministrativi), o, ancora,la riduzione del 50 percento del valore del sistema premiante derivante dal raggiungimento degli obiettivi (MBO) del quale sono destinatari esclusivi i dirigenti e parte dei quadri direttivi apicali.

E' poi davvero singolare che siano proprio delle Organizzazioni sindacali a definire, così come si legge in alcuni comunicati, il lavoro straordinario un “ diritto acquisito “

Il lavoro straordinario è appunto “straordinario”: non può e non deve essere la normalità.

La normalità è intervenire sull’organizzazione del lavoro.

Il Sindacato non deve sottrarsi alla responsabilità di creare le condizioni per garantire i livelli occupazionali e il reddito delle lavoratrici e dei lavoratori, anche discutendo e contrattando i modelli organizzativi aziendali, rendendo concrete le politiche di conciliazione di tempi di vita e di lavoro, ecc. .

Le nostre Rappresentanze Sindacali Aziendali del Gruppo Bancario, sottoscrivendo l'accordo del 26 luglio, hanno posto le basi anche per questo.

Sarebbe ora che, invece di scavare buche e alzare steccati, lasciando da parte veleni e improperi, si resti sui reali problemi della Categoria e ci si sforzi di riprendere il percorso unitario sul vero merito delle questioni.

In più il rifiuto di perseguire la strada di una consultazione referendaria sull’accordo, ha privato ancora una volta lavoratrici e lavoratori del Gruppo Bancario ICCREA e del Credito Cooperativo, del ruolo centrale di decisione sulle scelte che il sindacato opera in un momento di straordinaria trasformazione delle loro banche e dell’intero Movimento.

Roma 25 agosto 2016

Il Coordinamento Regionale Credito Cooperativo

FISAC CGIL LAZIO

Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Agosto 2016 22:13
 

Accordo 26 luglio Gruppo ICCREA - La Posizione del Coordinamento Nazionale FISAC BCC

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mix_carl%20schulz%20snoopy%20scacchi%201977.jpgCome noto nella serata dello scorso 26 luglio u.s. le sole rappresentanze sindacali aziendali FISAC CGIL e FIRST CISL hanno sottoscritto un accordo sindacale nel Gruppo Bancario ICCREA.

L’accordo non è stato sottoscritto dalla FABI, dalla UILCA e SINCRA UGL che hanno scelto, in ultimo, di non partecipare alle sessioni di trattativa.

Il giorno 29 luglio le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo Bancario ICCREA, riunitisi in assemblea, hanno approvato a larghissima maggioranza l’accordo.

In questi giorni sono state poste molte domande, sollevati dubbi, mosse critiche sul merito dell’accordo e sull’opportunità dello stesso, a questo punto, stemperate le sterili polemiche che hanno anche visto nostri dirigenti sindacali oggetto di attacchi a livello personale, riteniamo doveroso e necessario intervenire e rispondere.

Vogliamo intanto ricordare che questo accordo si inserisce nel contesto della crisi economica, della riforma/autoriforma del Credito Cooperativo, delle  situazioni di criticità riscontrate nelle tante procedure di ristrutturazione, fusione o acquisizione nelle quali, in questo ultimo non breve periodo, siamo stati chiamati a fare fronte. Ogni volta  abbiamo dato risposte che, utilizzando con grande senso di responsabilità gli strumenti previsti in maniera lungimirante dal CCNL e  pur prevedendo sacrifici da parte delle lavoratrici e dei lavoratori, hanno garantito la difesa dei livelli occupazionali e una prospettiva di futuro possibile a tante realtà del credito cooperativo sui vari territori.

La necessità di contenimento dei costi, e i conseguenti esuberi, dichiarata dall’azienda nella procedura contrattuale conseguente la fusione per incorporazione di ICCREA Holding in ICCREA Banca, che è necessaria e strategica per la realizzazione degli obiettivi fissati dalla Legge di riforma del Credito Cooperativo, è stata attentamente valutata, fin dall’avvio del confronto con l’azienda, da tutte le organizzazioni sindacali.Nel corso della lunga trattativa, unitariamente, abbiamo posto una serie di richieste di approfondimento, fatto proposte alternative a quelle presentate dall’azienda e cercato di trovare, come sempre soluzioni.Le RSA FISAC CGIL e FIRST CISL hanno ricercato fino in fondo, come sempre fatto dalla nostra organizzazione, la possibilità di un accordo che scongiurasse l’apertura delle procedure di legge per i licenziamenti collettivi e che offrisse nel contempo garanzie per il futuro agli oltre duemila quattrocento dipendenti del gruppo, ma non solo.

Ci viene chiesto frequentemente se come Coordinamento Nazionale riconosciamo e difendiamo l’operato delle RSA e del Coordinamento di Gruppo: rispondiamo che non c’è da difendere nulla e nessuno in quanto condividiamo pienamente l’accordo sottoscritto, con il solo rammarico della mancata unitarietà per la quale ancora auspichiamo la possibilità di recupero.

Inoltre riconosciamo e condividiamo la valutazione fatta dalle RSA circa situazione reddituale del Gruppo Bancario ICCREA anche relativamente alle prospettive future, che ha determinato la necessità di ricercare fino all’ultimo minuto utile un possibile accordo.

L’accordo definito da alcuni come una “una autentica porcata”, ha ricevuto dagli stessi molte critiche quali: l’azienda ha una considerevole redditività; viene normata la fruizione delle ferie e dei permessi banca ore anche qui in deroga al Contratto Nazionale; l’intervento sulle prestazioni straordinarie; il limite posto all’importo complessivo erogabile come premio di risultato ai dipendenti, con gravi danni economici per tutti i lavoratori per quattro anni; soppressione per tre anni di alcune voci che concorrono al calcolo del TFR anche qui derogando al Contratto Nazionale.

La risposta, solo sul merito dell’accordo, non può non partire dall’analisi del dato relativo alla redditività del Gruppo Bancario ICCREA analizzando il bilancio del 2015, dove l’utile d’esercizio del Gruppo Bancario ICCREA si attesta a € 42,37 milioni e le plusvalenze ammontano a € 145,16 milioni, è evidente quindi l’assenza di ricavi strutturali in grado di garantire l’equilibrio del conto economico stesso. E utile ricordare inoltre che la maggiore fonte di ricavo deriva direttamente dai servizi resi alle banche di credito cooperativo e quindi strettamente legata al futuro dell’intero movimento.

Relativamente alla parte legata alla necessaria fruizione delle ferie, delle ex festività, della banca delle ore, alla gestione della prestazione eccedente dei quadri direttivi nell’ambito della flessibilità oraria (escludendone la remunerazione), la regolamentazione e il contingentamento del lavoro straordinario, tali previsioni oltre a non essere in deroga al CCNL, ma coerenti al dettato dello stesso, articolo 8 e articolo 22 parte terza, rendono la riduzione di costo scarsamente impattante sulle lavoratrici ed i lavoratori e impongono alle aziende una necessaria revisione dei modelli organizzativi. E’ stata invece evitata, ad esempio, la sterilizzazione dell’anzianità lavorativa nel triennio di durata dell’accordo ai fini della maturazione dello scatto di anzianità, che avrebbe comportato una sicura penalizzazione per i colleghi più giovani.

Per quanto concerne il premio di risultato lo stesso viene messo in garanzia di erogazione per i prossimi tre anni oltre l’attuale, cosa non scontata. E’ comunque legato agli andamenti del Risultato Lordo di Gestione del Gruppo, amplia le forme di welfare aziendale, getta le basi per una maggiore armonizzazione tra le diverse aziende del gruppo.  Per i dettagli rispetto al Premio è comunque prevista una specifica trattativa da svolgersi entro il mese di settembre.

Riteniamo di dover invece far notare che è difficile trovare accordi, nel settore bancario, che regolino anche la parte di premio legata al management by objectives (MBO). Infatti tra le misure di solidarietà è anche prevista la riduzione del 50% del valore della parte variabile della retribuzione legata al raggiungimento degli obiettivi della quale sono destinatari i dirigenti e parte dei quadri direttivi del Gruppo Bancario ICCREA.

Una altra obiezione mossa all’accordo è quella che si certifica un numero di cento esuberi, mai dichiarati nella lettera d’informativa con cui l’azienda ha aperto la procedura.

In realtà, come l’azienda ha rappresentato sia nell’informativa sia al tavolo di confronto l’esigenza di riduzione generalizzata dei costi, come previsto dal piano industriale 2016e-2018, di circa 30 milioni di euro all’anno di questo circa 24 milioni derivanti dalla riduzione del costo del personale. Nel corso della trattativa è stato esplicitato il numero dei cento esuberi che trovava ragione in quanto dichiarato, come spesso accade del resto, nella informativa che esponeva la necessità di un taglio strutturale del costo del lavoro.La soluzione trovata per la gestione degli esuberi, che prevede l’accesso esclusivamente volontario alle prestazioni straordinarie del Fondo di Sostegno al Reddito, è sicuramente una misura auspicata e ricercata da tutte le RSA, e sicuramente non scontata. Gli incentivi previsti per coloro che accederanno alle prestazioni straordinarie seguono il solco della solidarietà e della equità e prevedono il mantenimento dell’iscrizione a Cassa Mutua Nazionale ed alle prestazioni di Long Term Care, la prevenzione sanitaria, una polizza a copertura dei rischi di premorienza ed inoltre il mantenemmo delle condizioni bancarie riservate al personale. Per la verifica dell’accordo, la coerenza dello stesso rispetto alle finalità ed al governo complessivo dei costi, è prevista l’attivazione di un Osservatorio Locale di Gruppo.

Anche il Segretario Generale della FISAC CGIL, Agostino Megale, è intervenuto sulla questione dell’accordo del Gruppo Bancario ICCREA con un comunicato stampa nel quale ha ribadito l’importanza della unità sindacale, ha espresso la sua contrarietà ad accordi separati, ed ha richiamato l’attenzione della FISAC CGIL al principio di inderogabiltà del CCNL e della Legge con accordi di livello locale o aziendale con specifico riferimento al Trattamento di Fine Rapporto.

Riteniamo l’esclusione, per la durata dell’accordo, di alcune voci retributive dalla base di calcolo del TFR sicuramente l’intervento più significativo ed impattante sotto diversi aspetti, non ultimo il fatto che tale materia è anche oggetto della trattativa per il rinnovo del CCNL. Va comunque evidenziato il fatto che rispetto alle richieste aziendali gli effetti della misura sono stati fortemente limitati, le voci retributive relative a: Stipendio; Scatti di anzianità; EDR; importo ex ristrutturazione tabellare; costituiranno, per il periodo di vigenza dell’accordo, il riferimento per il calcolo degli accantonamenti del solo Trattamento di Fine Rapporto, mentre nulla cambia rispetto alla base imponibile da prendere a riferimento per il calcolo dei contributi a previdenza complementare ed assistenza complementare. Valutiamo inoltre questa misura assolutamente informata al principio di equità, come del resto l’intero impianto dell’accordo. Questo è facilmente dimostrabile solo esponendo i dati della distribuzione dell’impatto di tale misura sul valore di riduzione del TFR sulle lavoratrici ed i lavoratori tutti. Infatti  alla misura complessiva di riduzione della base imponibile del TFR contribuiscono per oltre l’80% i maggiori inquadramenti e maggior reddito ed inoltre il 60% del personale vede una riduzione del TFR accantonato che va da zero a 600,00 euro all’anno di cui oltre mille lavoratori avranno una riduzione comunque non superiore ai 300,00 euro all’anno.

Ma a parte il contenuto dell’accordo e le motivazioni della scelta, va chiarito che chi negozia alla fine deve scegliere e decidere spesso per il “ meno peggio “ per chi rappresenta.

Se avessimo adottato, invece del parziale e temporaneo intervento sulla base di calcolo del TFR, gli strumenti previsti dallo stesso CCNL per situazioni siffatte ( ad esempio, leggere  artt. 22 e 11 bis del CCNL vigente ) oppure altri strumenti adottati in importanti e positivi  accordi sindacali stipulati in altri gruppi creditizi, le ricadute sarebbero state ben superiori in termini di riduzione di costo per l’Azienda ma, nel contempo, sarebbe stato ben più oneroso il sacrificio economico e normativo richiesto a tutto il Personale.

Per quanto riguarda il richiamo all’unità sindacale non possiamo che confermare che la FISAC CGIL ricerca in ogni situazione l’unità sindacale e privilegia i rapporti unitari fra tutte le OO.SS., senza distinzione.

Parimenti da sempre l’impegno è quello di lavorare e favorire sintesi e accordi unitari. Pure rappresentando nel Gruppo creditizio ICCREA l’Organizzazione sindacale comparativamente più rappresentatività, si è sempre lavorato per mantenere unito il tavolo e per raggiungere sintesi unitarie, anche “ sacrificando “ interessi di Organizzazione.Tanto più si è lavorato in tale senso nel Gruppo ICCREA, consapevoli della straordinaria ed eccezionale stagione apertasi nel sistema di Credito cooperativo.Abbiamo ricercato per giorni di capire, di discutere e confrontarci, assumendo anche i punti di vista altrui. Ma non possiamo accettare veti da altre OO.SS., oltremodo se “hanno il sapore” di decisioni assunte a priori, a  prescindere dal merito e sottraendosi al confronto, proprio per evitare di pervenire a sintesi unitarie.

E, in ogni caso, proprio per il rispetto che si deve ai lavoratori, abbiamo sempre -  e continueremo a farlo – scelto, anche in presenza di “ferite “ ben più pesanti e drammatiche all’unità sindacale, di non provocare, di non dileggiare, di non esporre al pubblico ludibrio gli accordi, le persone, le OO.SS.

In merito alla inderogabilità del Contratto collettivo nazionale di lavoro e delle leggi, non possiamo che ribadire la piena adesione alla linea della CGIL e della FISAC.

Il CCNL vigente, che stiamo tentando faticosamente di rinnovare, né è una riprova. Basta confrontare con altre situazioni. E ne sono una riprova gli accordi di solidarietà ( in situazioni molto spesso “ disastrate “ ); ne è una conferma lo stesso accordo del Gruppo ICCREA, dove – lo ammettiamo – se un prezzo è stato pagato è proprio per aderire alle linee di indirizzo unitarie riguardo alla “ non obbligatorietà “ degli esodi anche nelle situazioni di crisi e/o ristrutturazione.

Ribadiamo che non condividiamo che gli accordi si fanno con chi ci sta.  E, infatti, abbiamo ricercato e fatto di tutto per pervenire a una sintesi unitaria che portasse ad un accordo sindacale sottoscritto da tutte le OO.SS. del tavolo. Ma se qualcuno ha già deciso un’altra strada e intende imporla agli altri, c’è qualcosa che non va e che nulla ha a che vedere con il merito della procedura e dell’accordo sindacale in argomento.Tanto più se non ci si presenta ai tavoli e si preferisce evitare il confronto preventivo.

E, per assumerci fino in fondo le nostre responsabilità nei riguardi dei lavoratori, lo confermiamo: noi non abbiamo preclusioni a che, dopo l’approvazione da parte dell’Assemblea dei lavoratori (alla quale sono intervenuti ed hanno votato anche lavoratori e dirigenti sindacali di altre OO.SS. non firmatarie), si proceda a sottoporre l’accordo a referendum fra tutto il Personale, fra tutti i  lavoratori, iscritti e non alle OO.SS., quelle stipulanti e quelle che non hanno condiviso.

Roma lì 02 agosto 2016

FISAC CGIL Coordinamento Nazionale Credito Cooperativo

Michele Cervone  -   Fabrizio Petrolini

Ultimo aggiornamento Martedì 02 Agosto 2016 22:02
 

Federlus conferma la disapplicazione del CIR

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Comunicato Coordinamento FISAC CGIL Credito Cooperativo Lazio Umbria Sardegna

Nel pomeriggio di ieri 20 gennaio 2015, la Federazione delle Banche di Credito Cooperativo Lazio Umbria Sardegna, nel corso di un apposito incontro convenuto precedentemente, ci ha dato comunicazione verbale della disdetta, con la conseguente disapplicazione, del Contrstracciare_contratto.jpgatto Integrativo Interregionale a partire dal 1 febbraio p.v..

Federlus ha espresso anche completa adesione alle scelte di Federcasse Nazionale sul tema del rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, confermandoci, che il recesso e la futura disapplicazione dei CCNL oltre alla disdetta e conseguente disapplicazione immediata della contrattazione integrativa, rappresentano l’unica via per loro percorribile per la modificazione sostanziale di contratti di lavoro non più sostenibili.

E’ stata inoltre ribadita la necessità di realizzare importanti modifiche nella contrattazione nazionale, che deve però, comunque restare caposaldo dell’unicità, specificità e fautore di coesione del Credito Cooperativo.

Nel contempo, Federlus ha sottolineatola presenza di alcuni elementi di qualificazione nell’ambito dei demandi del CCNL, con riferimento delle specificità territoriali, per la realizzazione di opportunità di sviluppo e consolidamento del Credito Cooperativo e per la valorizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori del Credito Cooperativo.

Come FISAC CGIL abbiamo rappresentato la nostra totale ed assoluta contrarietà ed indignazione riguardo le decisioni prese, da parte di Federcasse e come diretta conseguenza dalle associate, che, con scelte unilaterali sbagliate, avviliscono ed umiliano il valore del lavoro prestato e dei “collaboratori” in un momento in cui, invece, la chiamata alla responsabilità dovrebbe ancora di più seguire, ad  ogni livello le linee fondanti dei nostri valori della solidarietà, della mutualità e della eticità. Abbiamo inoltre confermato,  che le lavoratrici ed i lavoratori del credito cooperativo sapranno dare le risposte adeguate alle decisioni pretestuose e non coraggiose di Federcasse in ogni ambito e territorio con la determinazione della consapevolezza, e con responsabilità delle scelte.

Nei prossimi giorni la FISAC CGIL,  insieme alle altre organizzazioni sindacali, metterà in campo ogni azione necessaria alla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e nel contempo, nell’ambito della mobilitazione sulla vertenza del CCNL del credito cooperativo, verranno effettuate le assemblee del personale in ogni azienda.

Sugli effetti della disapplicazione del contratto integrativo interregionale ci ritorneremo con una successiva comunicazione, riservandoci anche di valutare con attenzione la decisione di ogni singola Bcc nel merito di una sua aziendale applicazione.

Un fraterno saluto.

Roma lì 21 gennaio 2015

Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Gennaio 2015 08:43
 

Il futuro del Credito Cooperativo? Le lavoratrici e i lavoratori

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melograno1.jpgIl Paese ha bisogno del Credito cooperativo ma il Credito cooperativo è in grado di rinnovarsi e consolidarsi ?

La decisione unilaterale di recedere e disapplicare i patti di lavoro non salverà il modello di Credito cooperativo.

Dopo l’interruzione delle trattative per il rinnovo dei Contratti collettivi nazionali di Lavoro dell’ 8 gennaio, le Organizzazioni sindacali hanno deliberato le principali azioni da mettere in campo da subito per i rinnovi dei Contratti e contro le decisioni di Controparte di recedere e disapplicare i Contratti nazionali di Lavoro e i contratti di 2° livello.

Le Segreterie nazionali e gli organismi sindacali territoriali stanno procedendo a diffidare e mettere in mora la Federazione Nazionale, le Federazioni locali, le Aziende del Movimento

riguardo delle decisioni unilaterali di recesso e disapplicazione dei CCNL e dei CIR/CIA nonché rispetto a quelle che considerano vere e proprie inadempienze contrattuali della Controparte.

E’ stata già formalizzata alla Controparte l’interruzione delle relazioni industriali a tutti i livelli (nazionale, locale, aziendale ).

A FEDERCASSE è stato trasmesso l’invito a dare attuazione agli impegni contrattuali finora disattesi, quali il riconoscimento ai lavoratori dell’ Apposito elemento della retribuzione e la formale costituzione del Fondo di settore per l’occupazione ( FOCC ) .

La FISAC/CGIL è fortemente impegnata a sostenere, a tutti i livelli, le iniziative e la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori delle BCC a sostegno dei diritti contrattuali, nella ferma convinzione che il rispetto dei patti contrattuali sottoscritti ( CCNL – CIR/CIA ) e il rinnovo dei Contratti collettivi nazionali di Lavoro siano un fattore di stabilità e coesione per tutto il Movimento di Credito cooperativo.

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Federcasse conferma la disapplicazione dei CCNL al 1 febbraio 2015

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Nella serata di ieri,   30 ottobre, è stata recapitata alle OO.SS., a firma del  Presidente della Delegazione Negoziale di Federcasse, avv. Augusto dell’Erba, la comunicazione delle deliberazioni assunte nella stessa data dal Consiglio nazionale della Federazione Italiana.

La nota, che potrete leggere in allegato alla presente, è accompagnata da un comunicato stampa di FEDERCASSE.

Il Consiglio nazionale dell’Associazione datoriale ha confermato il recesso da entrambi i CCNL del settore Credito cooperativo e  “ ha deliberato di procedere alla loro disapplicazione a partire dal 1° febbraio 2015 “.

La decisione assunta dal Consiglio nazionale di FEDERCASSE di confermare il recesso unilaterale dai Contratti collettivi nazionali di Lavoro è un atto grave, anche perché motivato dalla Controparte esclusivamente con riferimenti a pretese chiusure e indisponibilità di parte sindacale.

Ribadiamo le valutazioni fortemente critiche circa le posizioni e i comportamenti di Federcasse ma è comunque necessario che il confronto negoziale - interrotto da Federcasse nella serata del 28 ottobre -  riprenda tempestivamente ed entri nel merito dei contenuti per il rinnovo dei CCNL

Non ci sottraiamo al confronto sulle problematiche del sistema di Credito cooperativo ma non accettiamo pregiudiziali e/o giudizi liquidatori sulla piattaforma sindacale, approvata dai lavoratori, ne qualsiasi tentativo di destrutturazione del contratto collettivo nazionale di lavoro.

Non è condivisibile che la responsabilità di limiti e ritardi strutturali del sistema vengano attribuiti ai contratti di lavoro e che le conseguenze vengano fatte ricadere sui lavoratori del settore.

Il nuovo termine del 1° febbraio 2015 , unilateralmente deciso da FEDERCASSE, per la disapplicazione dei CCNL di Categoria, non può e non deve costituire un alibi per dilazioni e ritardi nel negoziato di rinnovo dei contratti.


È, per noi, indispensabile e doveroso aprire un confronto capillare tra le lavoratrici ed i lavoratori del settore portando tutti gli elementi di valutazione, circostanziati e verificati nella trattativa, sui singoli punti della piattaforma sindacale, così da assumere, insieme e consapevolmente, le conseguenti valutazioni in merito alla vertenza.

 

Michele Cervone - FISAC CGIL: è l'ora delle scelte e della responsabilità

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Il tempo delle scelte e della responsabilità

Dopo l’interruzione delle trattative al tavolo sindacale di Federcasse ed alla vigilia della possibile disapplicazione del Contratto Nazionale di categoria Michele Cervone, responsabile FISAC CGIL del settore Credito Cooperativo,  risponde ad alcune domande circa la delicata fase delle relazioni industriali di settore.

Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Luglio 2014 22:24 Leggi tutto...
 

Michele Cervone - FISAC CGIL: è l'ora delle scelte e della responsabilità

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Il tempo delle scelte e della responsabilità

Dopo l’interruzione delle trattative al tavolo sindacale di Federcasse ed alla vigilia della possibile disapplicazione del Contratto Nazionale di categoria Michele Cervone, responsabile FISAC CGIL del settore Credito Cooperativo,  risponde ad alcune domande circa la delicata fase delle relazioni industriali di settore.

Intervistatore: Vi eravate impegnati a definire entro il 30 giugno scorso alcune importanti questioni con Federcasse,quali sono queste questioni e per quale motivo non si è raggiunto alcun accordo

Michele Cervone: Il 2 aprile si era condivisa con Federcasse la necessità di trovare una soluzione complessiva su 4 temi specifici:

1.
libertà sindacali
2.
testo coordinato CCNL
3.
regolamento del FOCC (Fondo per l’occupazione nel Credito Cooperativo, ecc.)
4.
assetti contrattuali

Al termine di un lungo percorso di trattativa, conclusosi con una non-stop di oltre 30 ore a cavallo delle giornate del 30 giugno e 1 luglio, pur avendo raggiunto un buon livello di sintesi che ha portato tra l’altro alla condivisione del testo coordinato del CCNL rinnovato il 21/12/2012, abbiamo dovuto registrare il mancato accordo sul tema delle libertà sindacali. Ciò ha comportato da parte di Federcasse l’indisponibilità a confermare nell’immediato l’impegno di prorogare gli effetti del CCNL.

Intervistatore: E’ vero che Federcasse domani, in occasione del proprio Comitato Esecutivo,potrebbe decideredefinitivamente di non applicare più il contratto di lavoro

Michele Cervone: Non abbiamo mai ricevuto da Federcasse alcuna comunicazione in tal senso, ma leggiamo tali notizie dalla stampa.

Per inciso, noi pensiamo che le trattative si svolgono al tavolo negoziale e non lanciandosi messaggi a mezzo stampa.

Intervistatore: Cosa fare se ciò succedesse? O meglio cosa intendete fare perché ciò non accada

Michele Cervone: Intendiamo lavorare fino all’ultimo momento utile perché il tavolo di trattativa, scevro da pregiudiziali reciproche, riprenda con l’obiettivo di pervenire a soluzioni condivise in uno stretto lasso temporale.

Qualora invece Federcasse assumesse decisioni unilaterali, quali ad esempio la disapplicazione degli accordi contrattuali, si renderebbe necessario, insieme alle altre Organizzazioni Sindacali, assumere tutte le decisioni utili a contrastare tale posizione che riteniamo sicuramente pericolosa anche per la tenuta, e non solo contrattuale, del Movimento del Credito Cooperativo.

Intervistatore: Avete presentato ai lavoratori la piattaforma ed un documento di analisi per il rinnovo del Contratto, come stanno andando le assemblee. E perquando è prevista la presentazione a Federcasse

Michele Cervone: Le Assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori sono in corso e come Fisac siamo impegnati a far si che queste siano capillari e partecipate. Nel corso delle Assemblee si discute la piattaforma per il rinnovo del contratto predisposto unitariamente dalle Organizzazioni Sindacali ed il documento sindacale con le analisi e le prospettive del Credito Cooperativo che riteniamo costituisca il necessario corollario alla piattaforma da condividere con i lavoratori.

L’obiettivo è di presentare la piattaforma a Federcasse non oltre  la fine del mese di luglio.

Intervistatore: Perché avete accettato la trattativa sullelibertà sindacali, laddoveFedercasse mette in discussione addirittura l’applicazione del CCNL

Michele Cervone: L’accordo nazionale sulle libertà sindacali è scaduto ed è stato disdettato da Federcasse. Non sfugge che le regole sulle libertà sindacali sono lo strumento indispensabile per svolgere l’attività sindacale e per la gestione delle previsioni contrattuali. Ma, in primo luogo, la Fisac ha sempre ritenuto e continua a ritenere che in questo campo regole chiare e condivise siano necessarie e che il rinnovo dell’accordo sulle agibilità sindacali dovesse e, a nostro giudizio debba, essere raggiunto prima e separatamente dall’apertura del negoziato per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, e ciò al fine di evitare improprie commistioni.

Intervistatore: Avete qualcosa ancora da aggiungere, oltre a quanto già dichiarato al tavolo di trattativa, anche alla luce delle possibili decisioni che  potrà assumere domani nel corso della prevista riunione dell’organismo deliberante di Federcasse

Michele Cervone: Confermiamo che per la Fisac il confronto al tavolo negoziale deve riprendere immediatamente per verificare fino in fondo la positiva conclusione degli obiettivi che si erano prefissati il 2 aprile. Sarebbe la migliore premessa all’avvio del negoziato per il rinnovo del CCNL, rinnovo della cui difficoltà siamo pienamente consapevoli.

Per quanto ovvio, ci attendiamo da Federcasse la condivisione della necessità di continuare nella corretta applicazione del CCNL.

Come Fisac, non possiamo che ribadire che qualora venissero invece adottate da Federcasse iniziative e/o decisioni unilaterali in materia di applicabilità degli accordi, le relazioni sindacali di Settore subirebbero un inevitabile danno con la conseguente necessità da parte sindacale di mettere in campo tutto quanto necessario per tutelare i diritti contrattuali della Categoria.

Il movimento di credito cooperativo  è esposto alla concorrenza spietata delle altre banche, alla supervisione sempre più critica della vigilanza, agli effetti della crisi economica, alle ricadute della nuova regolamentazione di contesto europeo ed alle conseguenze dei propri ritardi organizzativi e di governance;

La nostra sfida a Federasse è innovare e consolidarsi insieme ai lavoratori e non contro di loro.

Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Luglio 2014 07:29
 
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