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XIV Congresso Nazionale del Credito Cooperativo

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Dal sito web di Federcasse Nazionale

XIV Congresso Nazionale per il Credito Cooperativo

Futuro da scrivere. Sguardi, strategie, strumenti delle BCC per accompagnare l’Italia.

Questo il tema del XIV Congresso Nazionale del Credito Cooperativo che si svolgerà a Roma, presso la nuova Fiera di Roma (Pala BCC), dall’8 all’11 dicembre prossimi.

Saranno circa 2 mila i rappresentanti di tutte le Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali italiane, delle Federazioni locali e dei diversi Enti e società di sistema a dibattere sulle prospettive strategiche ed organizzative che interesseranno la cooperazione di credito italiana nei prossimi anni.

Un obiettivo sfidante, alla luce non solo della gravissima crisi economico-finanziaria in atto (nella quale, in particolare, la cooperazione di credito ha svolto la propria azione anticiclica continuando a garantire il convinto sostegno all’economia reale), ma anche delle evoluzioni normative (Basilea 3, Direttive europee su schemi garanzia, ecc.) che sono in grado di incidere in maniera sostanziale sul sistema creditizio e le sue specificità.

Nel corso dei lavori, le BCC si interrogheranno quindi sulla validità del proprio modello “a rete”, sulla necessità di nuovi strumenti di sistema e di garanzia, sul ruolo delle diverse articolazioni territoriali ed imprenditoriali per lo sviluppo dei territori e delle comunità locali.

Il Congresso (che si avvierà formalmente venerdì 9 dicembre con la Relazione introduttiva del presidente di Federcasse, Alessandro Azzi), sarà significativamente anticipato, nel pomeriggio dell’8 dicembre, dal Forum Giovani Soci del Credito Cooperativo.

Ai lavori hanno al momento assicurato la loro partecipazione il vice direttore generale della Banca d’Italia, Anna Maria Tarantola, il presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, il commissario Consob, Luca Enriques, il presidente “piccola industria” di Confindustria, Vincenzo Boccia, il presidente di Rete Imprese Italia, Ivan Malavasi, il presidente del Comitato per le celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, Giuliano Amato, il presidente di Confcooperative, Luigi Marino.



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Ultimo aggiornamento Martedì 29 Novembre 2011 08:14
 

Indennità annuali art. 69 CCNL; provvidenze per la famiglia art. 14 bis CIR Federazione Lazio Umbria Sardegna

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Ricordiamo che l'articolo 69 del contratto collettivo nazionale di lavoro prevede che:

Al lavoratore studente, nonché ‚ a ciascun figlio (o equiparato) studente a carico di dipendente, va elargita una provvidenza annuale nelle seguenti misure :

- a studente di scuola media inferiore EURO 89,35 (ottantanove/35);

- a studente di scuola media superiore EURO 126,02 (centoventisei/02);

- a studente universitario EURO 258,23 (duecentocinquantotto/23).

Le somme sopra indicate vengono maggiorate, rispettivamente:

di EURO 55,26 per gli studenti di scuola media inferiore o superiore

di EURO 89,35 per gli studenti universitari

che per mancanza di scuola od università del tipo prescelto nel luogo di residenza frequentano corsi di studio in località diversa.

L'indennità non é dovuta se lo studente di scuola media inferiore o superiore non ottiene la promozione e se lo studente universitario non supera almeno 3 esami nell'anno accademico.Per lo studente universitario l'indennità é dovuta nel limite della durata ordinaria di corso. L'indennità annuale, per lo studente di scuola media inferiore o superiore, compete in seguito alla promozione conseguita, anche nella sessione autunnale, a prescindere dall'iscrizione all'anno scolastico successivo. L'indennità annuale, per lo studente universitario, compete al termine di ciascuno degli anni di corso legale.

Dette indennità vanno pertanto liquidate nell'autunno successivo al termine dell'anno di studio per cui competono. Il diritto del figlio (o equiparato) studente a carico di dipendente sussiste finché‚ risulti fiscalmente a carico.

Si rammenta a tutti i colleghi interessati di far pervenire all'ufficio del personale la giusta documentazione per rendere possibile la corresponsione delle suddette indennità:

· certificato rilasciato dalla segreteria della scuola nel quale si attesta l'avvenuta promozione;

· per gli studenti universitari idonea documentazione che dimostri il superamento di almeno n. 3 esami nel corso dell'anno accademico e che si è ancora iscritti nella durata ordinaria del corso di laurea;

· eventuale dichiarazione, del richiedente, circa la mancanza nel luogo di residenza di scuola o università del tipo prescelto (per la corresponsione della prevista maggiorazione).

Per i dipendenti delle BCC/CRA della Federazione Lazio Umbria Sardegna e' inoltre, sempre in materia di frequenza scolastica, e' prevista una ulteriore specifica provvidenza per le famiglie (articolo 14 bis del vigente CIR) : a decorrere dal 1 gennaio 2010 al lavoratore che abbia figli che frequentino la scuola dell'obbligo, ovvero la scuola d'infanzia, ovvero l'asilo nido, va corrisposta, entro il mese di novembre, una indennità annuale, per ciascun figlio, nella misura di euro 200,00.

Il lavoratore dovrà, nel presentare richiesta per detta provvidenza, ovviamente, allegare idonea documentazione circa la frequenza di cui sopra per l'anno cui si fa riferimento.

Nel caso in cui entrambi i genitori siano dipendenti di aziende che applicano il contratto integrativo della Federazione BCC CRA Lazio Umbria Sardegna la provvidenza di cui sopra va richiesta da entrambi i genitori ed erogata a ciascuno di essi nella misura del 50%.

Sta nei fatti  che la Federazione Locale, con propria  circolare interpretativa sull’applicazione dell’articolo art. 14 bis , ha insteso considerare la provvidenza sopra citata come migliorativa e sostitutiva della indennità prevista dall'articolo 69 del CCNL; tale interpretazione fa si che ai lavoratori che hanno figli che frequentano la scuola media primaria o secondaria ( fino al compimento dei 16 anni) le aziende, che hanno applicato questa interpretazione, tra le quali la BCC di Roma, non hanno erogato e non erogheranno le indennità: di euro 89,35 ( scuola media inf.); di euro 126,02 (scuola media sup.) e, ove dovuta,  la maggiorazione  di euro 55,26; ma esclusivamente l'importo di euro 200,00 della provvidenza alla famiglia.

Tale interpretazione, arbitraria e non corretta, e' stata contestata sia alla Federazione Locale che alle  Aziende che hanno ritenuto di volerla applicare, ma le risposte, in particolare della Federazione, sono state, per ora,  di assoluta chiusura ad ogni forma di dialogo o di ricerca di interpretazione condivisa. A questo punto, purtroppo dobbiamo  constatare la miopia della Federazione Locale e la scarsa sensibilità delle Aziende che, in un momento così particolare, negano le volontà espresse al tavolo negoziale sul valore delle provvidenze di carattere sociale  in favore dei dipendenti,  e cercano  risparmi di bilancio  dove oltre a non produrre effetti positivi sullo stesso ne producono di negativi verso i dipendenti.

Il diritto al pagamento di entrambe le voci ( indennità e provvidenza) e' per noi scontato, e' un diritto di ciascun lavoratore. Noi continueremo, nei modi propri dell'azione sindacale, ad impegnarci per una risoluzione positiva della vicenda. Nel contempo siamo a disposizione di quanti, colleghe e colleghi, vorranno avere maggiori dettagli o assistenza sulla questione.

in allegato il testo pdf del comunicato

Memo PREMI PER TITOLI DI STUDIO- Articolo 68 CCNL : il lavoratore che mentre è in servizio consegua un diploma di scuola media superiore od una laurea va corrisposto, per una sola volta,rispettivamente, un premio di EURO 150,00 per il diploma e di EURO 250,00 per la laurea.

I rappresentanti sindacali FISAC CGIL e le strutture territoriali sono a disposizione per ogni eventuale necessità.



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Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Ottobre 2011 22:54
 

Ora il Governo ha deciso di punire la Cooperazione.

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Un  delirio di proposte e controproposte per la manovra finanziaria bis.

A fianco di troppe misure ingiuste, che colpiscono direttamente e  pesantemente i lavoratori dipendenti e le loro famiglie, il Governo mette ora  nel mirino le cooperative, cui decide di ridurre significativamente le  agevolazioni fiscali.

Un preciso disegno inteso a punire - a tutto vantaggio delle società di capitali - la cooperazione mutualistica senza fini di lucro.

Rammentiamo che gli utili prodotti dalle Cooperative sono integralmente  destinati a patrimonio e riserve.

Le Cooperative sono tassate come tutte le altre imprese, ad eccezione della parziale riduzione dell'aliquota relativa agli utili portati a riserva in un fondo indisponibile e indivisibile per l'impresa cooperativa.

La Cooperazione non distribuisce dividendi bensì ristorna ai soci servizi.

Non a caso sono proprio le Cooperative ( pure con le loro criticità ) che, in  questi lunghi anni di crisi e ristagno dell'economia, hanno sostenuto l'occupazione e le attività produttive.

Siamo a fianco delle Associazioni cooperative per rivendicare misure  finanziarie più eque e mirate alla ripresa produttiva del Paese.

Alle Cooperative chiediamo trasparenza, coraggio nel riformarsi, rispetto e  coerenza dei patti contrattuali.

Roma,30 agosto 2011

FISAC CGIL CREDITO COOPERATIVO

Il Coordinamento Nazionale



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CGIL: 6 settembre Sciopero Generale 'un'altra manovra è possibile'

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La CGIL proclama per il 6 settembre lo Sciopero Generale contro la manovra

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La Segreteria Confederale della CGIL, a conclusione della riunione dei segretari generali di categoria e territoriali sulla base del mandato ricevuto dal Direttivo nazionale dell'11 e 12 luglio, ha indetto per martedì 6 settembre uno sciopero generale di 8 ore per ogni turno contro (e per cambiare) la manovra iniqua e sbagliata del governo.

Prende il via in Commissione Bilancio del Senato l'esame della manovra economica che lo scorso 13 agosto ha ricevuto il via libera dal Consiglio dei Ministri. Un provvedimento da oltre 45 miliardi che andrà a sommarsi ai 47 dell'intervento di luglio, per un impatto complessivo che supererà i 90 miliardi da qui al 2013 e che la CGIL, fin da subito, ha fortemente contrastato poiché ritiene essere nella forma “depressivo, socialmente iniquo, innefficace e antisindacale” e contro il quale ha rafforzato la sua mobilitazione, proclamando per martedì 6 settembre uno sciopero generale di 8 ore per ogni turno.

La protesta inizierà domani, 24 agosto alle ore 9, davanti alla sede del Senato con un presidio proclamato dalla Confederazione, al quale parteciperà, insieme ai componenti della Segreteria Nazionale, il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso. Prevista in piazza per le ore 11 la conferenza stampa della leader del sindacato di Corso Italia, la quale illustrerà le proposte alternative della CGIL e le ragioni e le modalità dello Sciopero Generale promosso oggi. Come spiegato dalla CGIL, la completa bocciatura della manovra sta nel fatto che con questo provvedimento si “condanna il paese alla recessione e alla disgregazione sociale” per difendere invece “le grandi ricchezze e gli interessi che rappresentano la base di consenso del Governo”.

In particolare per la CGIL la manovra è “depressiva” e “socialmente iniqua”, perchè non viene destinata alcuna risorsa né alla crescita, né all'occupazione, mentre i redditi e i consumi dei cittadini continuano a ridursi. Per la CGIL ad essere colpiti dal provvedimento sono, ancora una volta, i soggetti sociali più deboli: lavoratori, pensionati, famiglie, mentre si continua ad evitare di intervenire sull'evasione fiscale, sulle rendite finanziarie e sulle grandi ricchezze. Il decreto del 13 agosto oltre ad essere “inefficace” perchè, come spiega la CGIL, “non affronta in maniera strutturale le cause del deficit, né pone le basi per ridurre realmente il debito”, possiede “caratteri antisindacali” in quanto “pretende di cancellare per legge uno strumento di regolazione generale dei diritti dei lavoratori come il Contratto Nazionale di lavoro”.

La manovra di ferragosto prevede, infatti, che gli accordi aziendali possano regolare le condizioni di lavoro in deroga al CCNL e alle leggi anche in materia di licenziamento. Per la CGIL questa norma rappresenta un “nuovo gravissimo taglio ai diritti dei lavoratori”. E' proprio sull'articolo 8 del decreto ('misure a sostegno dell'occupazione') che la CGIL si sofferma nella lettera inviata a CISL e UIL, il 22 agosto scorso. Alle due Confederazioni la CGIL apre una serie di questioni: “L’art. 8 della manovra non è un attacco alla autonomia delle parti?”, “Non è forse chiaro che trasformare l’art. 18 in materia contrattabile di non meglio identificate 'rappresentanze sindacali operanti in azienda', mina l’efficacia dell’articolo stesso?”, “Non è forse evidente che una norma che non si basa sulla rappresentanza, e affida poteri su tutte le materie fuori dai contratti, è la proliferazione di qualunque forma di sindacalismo ed un attacco esplicito al sindacato confederale?”.

Altra scelta contenuta nella manovra e fortemente criticata dalla CGIL è quella di spostare o accorpare alla domenica le festività civili e laiche, per la CGIL significa “colpire l'identità e la storia del nostro Paese, indebolirne la memoria”, rappresenta, prosegue “un grave limite per il futuro”, producendo per altro un “irrisorio beneficio economico”. Per questo motivo la CGIL ha deciso di lanciare una petizione popolare a difesa delle feste della Liberazione, del Lavoro e della Repubblica. Raggiunte al momento quasi 16mila firme. E' possibile firmare la petizione sul sito della CGIL (www.cgil.it) o direttamente presso le diverse sedi delle Camere del Lavoro dietro le parole “alziamo insieme la nostra voce perché l’identità ed il futuro dell’Italia sono un bene indisponibile ad ogni manipolazione”.



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12 e 13 giugno 2011 - SI VOTA -La storia siamo noi VOTA SI

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Fonte www.ilfattoquotidiano.it

Il libro A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca è la seconda uscita della collana Instant book di Chiarelettere. Dopo Odio gli indifferenti di Antonio Gramsci viene proposta tra l’altro l’Obbedienza non è più una virtù, orazione civile per la quale don Milani sarà sottoposto a processo, per aver difeso un gruppo di ragazzi, di disobbedienti, arrestati per aver detto no al servizio militare. Dopo l’indignazione, in risposta all’indifferenza, gli scritti di don Milani sono tesi a riscoprire una parola, responsabilità. Il mettersi in gioco sempre, partecipare e rischiare è anche il senso del titolo del libro: “A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca” riprende un’espressione di don Milani ricordata da Roberto Saviano lo scorso febbraio al Palasharp, durante la manifestazione di Libertà e giustizia “Dimettiti”.

Questa teologia della liberazione che annovera tra i maestri indimenticabili don Milani arriva fino a oggi: don Andrea Gallo e la sua difesa dei valori della costituzione, padre Alex Zanotelli e la sua instancabile campagna in giro per l’Italia per difendere l’acqua pubblica contro la privatizzazione. Proprio all’acqua che deve restare un bene di tutti è dedicato uno degli scritti di don Milani inclusi nel libro. E’ una lettera del 1955 inviata al direttore del Giornale del Mattino Ettore Bernabei. Il titolo è L’acqua è di tutti, ne proponiamo un estratto, da leggere per prepararsi ai referendum del prossimo giugno.

Caro direttore, a rileggere l’articolo 3 della Costituzione, “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale…” mi vengono i bordoni. Oggi non volevo parlarti dei paria d’Italia, ma d’un’altra cosa. C’è questa legge 991 (legge per la montagna che garantisce finanziamenti e agevolazioni fiscali, ndr) che pare adempia la promessa del secondo paragrafo dell’articolo 3: “… è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini”. A te, cittadino di città, la Repubblica non regala un milione e mezzo, né ti presta i soldi. A noi sì. Basta far domanda… Infatti eravamo già a buon punto perché un proprietario mi aveva promesso di concederci una sua sorgente assolutamente inutilizzata e inutilizzabile per lui, la quale è ricca anche in settembre e sgorga e si perde in un prato poco sopra alla prima casa che vorremmo servire. Due settimane dopo, un piccolo incidente.

Quel proprietario ha un carattere volubile. Una mattina s’è svegliato d’umore diverso e m’ha detto che la sorgente non la concede più. Ho insistito. S’è piccato. Ora non lo scoscendi più neanche colle mine. Ma il guaio è che quando ho chiesto a un legale se c’è verso d’ottenere l’esproprio di quella sorgente, mi ha risposto di no. Sicché la bizzettina di quell’omino, fatto insignificante in sé, ha l’atomico potere di buttar all’aria le nostre speranze d’acqua, il nostro consorzio, la famosa 991, il famoso articolo 3, le fatiche dei 556 costituenti, la sovranità dei loro ventotto milioni di elettori, tanti morti della Resistenza (siamo sul monte Giovi! ho nel popolo le famiglie di quattordici fucilati per rappresaglia). Ma qui la sproporzione tra causa ed effetto è troppa! Un grande edificio che crolla perché un ragazzo gli ha tirato coll’archetto! C’è un baco interiore dunque che svuota la grandiosità dell’edificio di ogni intrinseco significato. Il nome di quel baco tu lo conosci. Si chiama: idolatria del diritto di proprietà. A 1995 anni dalla Buona Novella, a sessantaquattro anni dalla Rerum Novarum, dopo tanto sangue sparso, dopo dieci anni di maggioranza dei cattolici e tanto parlare e tanto chiasso, aleggia ancora vigile onnipresente dominatore su tutto il nostro edificio giuridico. Tabù. Son dieci anni che i cattolici hanno in pugno i due poteri: legislativo ed esecutivo. Per l’uso di quale dei due pensi che saranno più severamente giudicati dalla storia e forse anche da Dio?…

Guai se non avremo almeno mostrato cosa vorremmo fare… Peccatori come gli altri, passi. Ma ciechi come gli altri no… Che i legislatori cattolici prendano dunque in mano la Rerum Novarum e la Costituzione e stilino una 991 molto più semplice in cui sia detto che l’acqua è di tutti. Quando avranno fatto questo, poco male se poi non si riuscirà a mandare due carabinieri a piantar la bandiera della Repubblica su quella sorgente. Morranno di sete e di rancore nove famiglie di contadini. Poco male. Manderanno qualche accidente al governo e ai preti che lo difendono. Poco male. Partiranno per il piano ad allungarvi le file dei disoccupati e dei senza tetto. Non sarà ancora il maggior male. Purché sia salva almeno la nostra specifica vocazione di illuminati e di illuminatori. Per adempire quella basta il solo enunciare leggi giuste, indipendente dal razzolar poi bene o male. Chi non crede dirà allora di noi che pretendiamo di saper troppo, avrà orrore dei nostri dogmi e delle nostre certezze, negherà che Dio ci abbia parlato o che il Papa ci possa precisare la parola di Dio. Dicendo così avrà detto solo che siamo un po’ troppo cattolici. Per noi è un onore. Ma sommo disonore è invece se potranno dire di noi che, con tutte le pretese di rivelazione che abbiamo, non sappiamo poi neanche di dove veniamo o dove andiamo, e qual è la gerarchia dei valori, e qual è il bene e quale il male, e a chi appartengono le polle d’acqua che sgorgano nel prato di un ricco, in un paesino di poveri.



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Ultimo aggiornamento Venerdì 10 Giugno 2011 20:51
 

Al via i lavori per la predisposizione della piattaforma rivendicativa per il rinnovo del CCNL Credito Cooperativo

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mafalda09.png

Dal 3 al 12 maggio p.v., intensa attività di 4 gruppi di lavoro unitari per la predisposizione della piattaforma per il rinnovo del CCNL scaduto il 31 dicembre 2010.

Al lavoro su quattro macro aree tematiche:

1° -Diritti d’inclusione

AreaContrattuale, Politiche Sociali, PariOpportunità, Tempi di vita e Lavoro, Lavoratori diversamente abili,Maternità, Comporto, Nuove procedure e Salute e Sicurezza.

2° - Welfare e Partecipazione

Previdenza, Assistenza, Rsi, Ltc, SistemaRelazioni Sindacali e Sistema Informativo.

3° -Parte Economica

Salario e Scala parametrale, Sistema Incentivante, demandiCIA/CIR, Premio di Partecipazione e DemocraziaEconomica.

4° - Sviluppo Professionale e Percorsi diCarriera

Inquadramenti,QuadriDirettivi, Formazione,Mobilità, Rischi Professionali,Manutenzione CCNLeesigibili, la capacità di declinare la specificità del Movimento di Credito Cooperativo sul versante del lavoro e dei suoi diritti

Un lavoro impegnativo, che intende riconoscere il meglio della specificità del Credito Cooperativo e tradurla in rivendicazioni salariali e normative - certe,



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Verso lo sciopero generale del 6 maggio 2011

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scio6mag.pngLo sciopero generale nasce dalla preoccupazione sulla situazione del nostro Paese.
Un Paese dove i furbi si arricchiscono alle spalle di chi lavora.
Un Paese dove i giovani non hanno futuro e di padri vedono logorarsi diritti e garanzie.
Un Paese che registra una contrazione del PIL più elevata della media europea e cresce con un tasso più basso rispetto agli altri. Dove il debito pubblico è cresciuto e lo stato sociale copre sempre meno i bisogni della popolazione.
L’Italia è più povera,più povere sono le famiglie,più alta la disoccupazione,palese e nascosta, a cominciare da quella dei giovani e delle donne.
L’Italia è più ingiusta.
Si è aggravata la condizione dei pensionati ed è aumentata la percezione di insicurezza per tutti, giovani e meno giovani.
Il nostro Paese paga due volte la crisi finanziaria e quella economica e vede el contempo indebolirsi i presidi stessi della democrazia.
Chi lavora, chi cerca lavoro, chi ha un lavoro precario e chi il lavoro lo ha perso, tutti insieme:
  • paghiamo la perdita di valore subita dal lavoro negli ultimi anni;
  • sopportiamo un carico fiscale eccessivo ed iniquo;
  • subiamo il taglio dei servizi e l’aumento della pressione fiscale e tariffaria.
Un Paese in bilico, al quale insieme possiamo ridare valori e coesione.
Per riassorbire la disoccupazione, contrastare il precariato, estendere le protezioni sociali,ridare fiducia ai giovani: Lavoro, dignità e diritti del lavoro, occupazione e sviluppo.
Una nuova stagione rispettosa della dignità del lavoro è possibile.


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Ultimo aggiornamento Martedì 19 Aprile 2011 15:03
 
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E' un vizio.

 

Gustave Flaubert


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