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La Federazione Veneta delle BCC licenzia due lavoratori.

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4305691981_7c80f3fe90-150x150.jpgValori, onori e oneri di un Credito Cooperativo in via di trasformazione

Il sistema del credito cooperativo ha risolto le crisi delle proprie banche senza intervento pubblico ma sicuramente con quello dei lavoratori e delle lavoratrici che hanno sottoscritto, tramite le Organizzazioni sindacali, importanti accordi di riduzione del costo del lavoro e altre ricadute sulle condizioni di lavoro, pur di evitare licenziamenti e salvaguardare posti di lavoro, consentire la continuità aziendale, nella convinta difesa dei valori del credito cooperativo, delle sue peculiarità e del servizio che il credito cooperativo svolge nelle comunità territoriali. Le banche di credito cooperativo sono banche di relazione, a mutualità prevalente, legate al territorio e guidate da valori della solidarietà e dai principi della cooperazione.

Tra i vari accordi si annovera anche quello del 15 ottobre 2015, sottoscritto nell’ambito della crisi della Banca Padovana in amministrazione straordinaria, dove si registra la disponibilità della Federazione Veneta delle BCC alla acquisizione del rapporto di lavoro di cinque risorse lavorative della Ex Banca Padovana.

Apprendere che per due di questi lavoratori, dopo appena un anno e qualche mese dalla cessione, intervenuta in forza dell'accordo sindacale di cui sopra, la Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo decide il licenziamento per insussistenza della possibilità di impiegare utilmente detti lavoratori in una qualsiasi posizione lavorativa, ciò anche in ragione dell'intervenuta riforma del settore bancario che ha interessato direttamente il Credito Cooperativo, ci lascia indignati e stupiti!

Vero è che le banche di credito cooperativo con la realizzazione della riforma del credito cooperativo prevista dalla legge n. 49/2016 sono in una fase di trasformazione epocale dalla loro costituzione, avvenuta oltre 100 anni. A questo punto è doveroso chiedersi sei i valori, i principi, le persone e i patti sottoscritti in questo settore passano allora in secondo piano oppure no; se la riforma del credito cooperativo si realizza contro i lavoratori o con il loro contributo.

Ci corre l’obbligo ricordare che le banche di credito cooperativo hanno nella loro carta dei valori il riconoscimento del ruolo della persona, Art. 1 (Primato e centralità della persona): “Il Credito Cooperativo ispira la propria attività all'attenzione e alla promozione della persona. Il Credito Cooperativo è un sistema di banche costituite da persone che lavorano per le persone. Il Credito Cooperativo investe sul capitale umano – costituito dai soci, dai clienti e dai collaboratori – per valorizzarlo stabilmente.”

Appare chiaro che La Federazione Veneta delle BCC/CRA con i licenziamenti dei due colleghi è venuta meno a tutto ciò e lo ha fatto naturalmente in spregio appunto ai principi e ai valori della cooperazione, quelli contenuti nei 12 punti della sua carta dei valori e in particolare al punto 5: “Cooperazione: Lo stile cooperativo è il segreto del successo. L'unione delle forze, il lavoro di gruppo, la condivisione leale degli obiettivi sono il futuro della cooperazione di credito. La cooperazione tra le banche cooperative attraverso le strutture locali, regionali, nazionali e internazionali è condizione per conservarne l'autonomia e migliorarne il servizio a soci e clienti.”

Il fatto oltre ad essere grave perché si licenziano discrezionalmente dei lavoratori, con la giustificazione ché gli viene soppresso il posto di lavoro, mina profondamente una storia di relazioni industriale e sindacali del settore, che hanno saputo trovare, in situazioni ben peggiori, le soluzioni più equilibrate ed idonee all’interesse collettivo e con il concorso di tutti.

In una fase così delicata di trasformazione del sistema del credito cooperativo quale lezione possiamo trarre da questa “triste vicenda” di mancato rispetto dei patti sottoscritti? Il mancato riconoscimento di un nostro interlocutore, la Federazione Veneta delle BCC/CRA o forse la mancanza di affidabilità più in generale?

Gli effetti di questa “triste vicenda” non possono rimanere nell’ambito della Federazione Veneta, ma avranno, purtroppo, ripercussioni e conseguenze all’interno di tutto il credito cooperativo, non dimentichiamo infatti che l’accordo di risoluzione della crisi della BCC Padovana ha visto la partecipazione di tutti i livelli sindacali: provinciali, regionali e nazionali da una parte e della BCC, rappresentata dai commissari di Banca d’Italia, dalla Federazione Veneta e dalla Federazione Italiana delle BCC/CRA, dall’altra. Ci chiediamo inoltre: in una fase di profonda ristrutturazione e riorganizzazione, dettata anche da norme di legge, ancora non compiuta su molti aspetti (costituzione dei gruppi, ruolo della Federazione Nazionale e di quelle regionali), se i licenziamenti della Federazione Veneta rappresentano solo “l’antipasto” quale è il menù che dobbiamo aspettarci?

L’atto compiuto dalla Federazione Veneta non può essere tollerato e rischia di minare, in un prossimo futuro, le relazioni sindacali nel credito cooperativo. Non si pensi di poter realizzare la riforma, perseguire il riconoscimento della specificità di modello bancario cooperativo, conservarne spirito originario e ed autonomia senza il coinvolgimento attivo delle lavoratrici e dei lavoratori.

Con quale spirito e riconoscimento di ruolo, quindi, dovremmo partecipare ai tavoli di confronto, regionale e/o nazionale, se prima non si risolvono i licenziamenti fatti dalla Associazione datoriale delle banche di credito cooperativo del Veneto, istituzione che dovrebbe aiutare a risolvere le tensioni occupazionali e i conflitti collettivi e non accentuarli. Associazione che dovrebbe per prima rispettare gli accordi sottoscritti, per poi chiedere alle sue associate BCC di fare altrettanto.

Al Presidente Augusto dell’Erba, nella sua qualità di Presidente nazionale, che sta conducendo una battaglia per l’autonomia contrattuale del credito cooperativo e per un importante riconoscimento del ruolo della Federazione Italiana e delle Federazioni locali, diciamo con molta umiltà ma altrettanta fermezza; che bisogna intervenire per rimuovere questa “ mina vagante “ al più presto, altrimenti diventerà tutto più difficile per gli obiettivi comuni che ci siamo dati, ma prima di tutto per difendere il credito cooperativo, le specificità del suo modello e dei suoi valori e soprattutto le lavoratrici e i lavoratori, nella loro qualità di attori primari nel percorso di trasformazione del sistema del credito cooperativo.

Si può procedere in un solo modo: gestire il “cambiamento insieme ai lavoratori e non contro di essi”.

Roma 5 ottobre 2017 Il Coordinamento Nazionale FISAC CGIL Credito Cooperativo

Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Ottobre 2017 20:18
 

Federcasse conferma la disapplicazione dei CCNL al 1 febbraio 2015

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Nella serata di ieri,   30 ottobre, è stata recapitata alle OO.SS., a firma del  Presidente della Delegazione Negoziale di Federcasse, avv. Augusto dell’Erba, la comunicazione delle deliberazioni assunte nella stessa data dal Consiglio nazionale della Federazione Italiana.

La nota, che potrete leggere in allegato alla presente, è accompagnata da un comunicato stampa di FEDERCASSE.

Il Consiglio nazionale dell’Associazione datoriale ha confermato il recesso da entrambi i CCNL del settore Credito cooperativo e  “ ha deliberato di procedere alla loro disapplicazione a partire dal 1° febbraio 2015 “.

La decisione assunta dal Consiglio nazionale di FEDERCASSE di confermare il recesso unilaterale dai Contratti collettivi nazionali di Lavoro è un atto grave, anche perché motivato dalla Controparte esclusivamente con riferimenti a pretese chiusure e indisponibilità di parte sindacale.

Ribadiamo le valutazioni fortemente critiche circa le posizioni e i comportamenti di Federcasse ma è comunque necessario che il confronto negoziale - interrotto da Federcasse nella serata del 28 ottobre -  riprenda tempestivamente ed entri nel merito dei contenuti per il rinnovo dei CCNL

Non ci sottraiamo al confronto sulle problematiche del sistema di Credito cooperativo ma non accettiamo pregiudiziali e/o giudizi liquidatori sulla piattaforma sindacale, approvata dai lavoratori, ne qualsiasi tentativo di destrutturazione del contratto collettivo nazionale di lavoro.

Non è condivisibile che la responsabilità di limiti e ritardi strutturali del sistema vengano attribuiti ai contratti di lavoro e che le conseguenze vengano fatte ricadere sui lavoratori del settore.

Il nuovo termine del 1° febbraio 2015 , unilateralmente deciso da FEDERCASSE, per la disapplicazione dei CCNL di Categoria, non può e non deve costituire un alibi per dilazioni e ritardi nel negoziato di rinnovo dei contratti.


È, per noi, indispensabile e doveroso aprire un confronto capillare tra le lavoratrici ed i lavoratori del settore portando tutti gli elementi di valutazione, circostanziati e verificati nella trattativa, sui singoli punti della piattaforma sindacale, così da assumere, insieme e consapevolmente, le conseguenti valutazioni in merito alla vertenza.

 

Michele Cervone - FISAC CGIL: è l'ora delle scelte e della responsabilità

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Il tempo delle scelte e della responsabilità

Dopo l’interruzione delle trattative al tavolo sindacale di Federcasse ed alla vigilia della possibile disapplicazione del Contratto Nazionale di categoria Michele Cervone, responsabile FISAC CGIL del settore Credito Cooperativo,  risponde ad alcune domande circa la delicata fase delle relazioni industriali di settore.

Intervistatore: Vi eravate impegnati a definire entro il 30 giugno scorso alcune importanti questioni con Federcasse,quali sono queste questioni e per quale motivo non si è raggiunto alcun accordo

Michele Cervone: Il 2 aprile si era condivisa con Federcasse la necessità di trovare una soluzione complessiva su 4 temi specifici:

1.
libertà sindacali
2.
testo coordinato CCNL
3.
regolamento del FOCC (Fondo per l’occupazione nel Credito Cooperativo, ecc.)
4.
assetti contrattuali

Al termine di un lungo percorso di trattativa, conclusosi con una non-stop di oltre 30 ore a cavallo delle giornate del 30 giugno e 1 luglio, pur avendo raggiunto un buon livello di sintesi che ha portato tra l’altro alla condivisione del testo coordinato del CCNL rinnovato il 21/12/2012, abbiamo dovuto registrare il mancato accordo sul tema delle libertà sindacali. Ciò ha comportato da parte di Federcasse l’indisponibilità a confermare nell’immediato l’impegno di prorogare gli effetti del CCNL.

Intervistatore: E’ vero che Federcasse domani, in occasione del proprio Comitato Esecutivo,potrebbe decideredefinitivamente di non applicare più il contratto di lavoro

Michele Cervone: Non abbiamo mai ricevuto da Federcasse alcuna comunicazione in tal senso, ma leggiamo tali notizie dalla stampa.

Per inciso, noi pensiamo che le trattative si svolgono al tavolo negoziale e non lanciandosi messaggi a mezzo stampa.

Intervistatore: Cosa fare se ciò succedesse? O meglio cosa intendete fare perché ciò non accada

Michele Cervone: Intendiamo lavorare fino all’ultimo momento utile perché il tavolo di trattativa, scevro da pregiudiziali reciproche, riprenda con l’obiettivo di pervenire a soluzioni condivise in uno stretto lasso temporale.

Qualora invece Federcasse assumesse decisioni unilaterali, quali ad esempio la disapplicazione degli accordi contrattuali, si renderebbe necessario, insieme alle altre Organizzazioni Sindacali, assumere tutte le decisioni utili a contrastare tale posizione che riteniamo sicuramente pericolosa anche per la tenuta, e non solo contrattuale, del Movimento del Credito Cooperativo.

Intervistatore: Avete presentato ai lavoratori la piattaforma ed un documento di analisi per il rinnovo del Contratto, come stanno andando le assemblee. E perquando è prevista la presentazione a Federcasse

Michele Cervone: Le Assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori sono in corso e come Fisac siamo impegnati a far si che queste siano capillari e partecipate. Nel corso delle Assemblee si discute la piattaforma per il rinnovo del contratto predisposto unitariamente dalle Organizzazioni Sindacali ed il documento sindacale con le analisi e le prospettive del Credito Cooperativo che riteniamo costituisca il necessario corollario alla piattaforma da condividere con i lavoratori.

L’obiettivo è di presentare la piattaforma a Federcasse non oltre  la fine del mese di luglio.

Intervistatore: Perché avete accettato la trattativa sullelibertà sindacali, laddoveFedercasse mette in discussione addirittura l’applicazione del CCNL

Michele Cervone: L’accordo nazionale sulle libertà sindacali è scaduto ed è stato disdettato da Federcasse. Non sfugge che le regole sulle libertà sindacali sono lo strumento indispensabile per svolgere l’attività sindacale e per la gestione delle previsioni contrattuali. Ma, in primo luogo, la Fisac ha sempre ritenuto e continua a ritenere che in questo campo regole chiare e condivise siano necessarie e che il rinnovo dell’accordo sulle agibilità sindacali dovesse e, a nostro giudizio debba, essere raggiunto prima e separatamente dall’apertura del negoziato per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, e ciò al fine di evitare improprie commistioni.

Intervistatore: Avete qualcosa ancora da aggiungere, oltre a quanto già dichiarato al tavolo di trattativa, anche alla luce delle possibili decisioni che  potrà assumere domani nel corso della prevista riunione dell’organismo deliberante di Federcasse

Michele Cervone: Confermiamo che per la Fisac il confronto al tavolo negoziale deve riprendere immediatamente per verificare fino in fondo la positiva conclusione degli obiettivi che si erano prefissati il 2 aprile. Sarebbe la migliore premessa all’avvio del negoziato per il rinnovo del CCNL, rinnovo della cui difficoltà siamo pienamente consapevoli.

Per quanto ovvio, ci attendiamo da Federcasse la condivisione della necessità di continuare nella corretta applicazione del CCNL.

Come Fisac, non possiamo che ribadire che qualora venissero invece adottate da Federcasse iniziative e/o decisioni unilaterali in materia di applicabilità degli accordi, le relazioni sindacali di Settore subirebbero un inevitabile danno con la conseguente necessità da parte sindacale di mettere in campo tutto quanto necessario per tutelare i diritti contrattuali della Categoria.

Il movimento di credito cooperativo  è esposto alla concorrenza spietata delle altre banche, alla supervisione sempre più critica della vigilanza, agli effetti della crisi economica, alle ricadute della nuova regolamentazione di contesto europeo ed alle conseguenze dei propri ritardi organizzativi e di governance;

La nostra sfida a Federasse è innovare e consolidarsi insieme ai lavoratori e non contro di loro.

Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Luglio 2014 07:29
 

Auguri

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Raggiunto in Federazione BCC Abruzzo Molise l'accordo per il pagamento del premio di risultato 2012 e proroga del CIR

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000128.pngNel tardo pomeriggio del 13 dicembre 2013, dopo una lunga e particolarissima trattativa, avviata già dal 26 settembre 2013, è stato raggiunto con la Federazione Regionale delle BCC CRA Abruzzo e Molise l'accordo per la determinazione dei criteri e modalità di calcolo per l'erogazione del Premio di Risultato relativo agli esercizi 2012 e 2013 da erogare rispettivamente negli anni 2013 e 2014.

L'accordo per quanto riguarda il calcolo delle fasce di merito (fasce di eccellenza) e la determinazione del Risultato Lordo di Gestione da erogare applica e recepisce, in maniera pedissequa, le regole definite dal contratto collettivo nazionale.

 

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Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Dicembre 2013 18:37 Leggi tutto...
 


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Il fatto che gli uomini non imparino molto dalla storia è la lezione più importante che la storia ci insegna. - Aldous Huxley -


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