Commissariamento Tercas, preoccupazione, nessuna speculazioneDopo una lunga ispezione della Banca d’Italia, che ha riscontrato gravi distorsioni nell’erogazione del credito, nel sistema dei controlli e nella amministrazione della banca, la Tercas è stata commissariata.
La Cassa di Risparmio di Teramo, la più importante della regione, aveva da poco acquisito anche la Caripe rafforzando il suo ruolo sul territorio e dando l’impressione di grande solidità.
Senza entrare nelle motivazioni del commissariamento, che sono comunque motivo di preoccupazione e riflessione, ci interessa sottolineare i commenti di vari esponenti politici sulla vicenda. Infatti, prendendo a pretesto l’accaduto, molti rappresentati dei partiti del centrosinistra hanno ritirato fuori un loro vecchio cavallo di battaglia riproponendo la necessità della costituzione di una banca regionale.
Riproporre la creazione di questa nuova banca, dopo il fallimento del tentativo di unire le allora esistenti quattro Casse di Risparmio, mostra una pervicacia degna di miglior causa.
Nel mondo dell’intermediazione finanziaria, ma anche negli interventi di accorpamento, fusione o creazione di nuovi poli produttivi è essenziale prima di avanzare proposte, analizzare i fondamentali delle aziende interessate, a supporto delle proprie tesi.
Affermare che la presenza di una banca regionale favorirebbe l’erogazione del credito e quindi agevolerebbe la ripresa della crescita economica dell’Abruzzo è indimostrabile se solo si prendono in considerazione i fondamentali dei bilanci delle Aziende di Credito presenti sul territorio.
In particolare se si osserva il rapporto tra raccolta ed impieghi degli ultimi anni si può facilmente notare come tale rapporto sia notevolmente a favore delle banche con sedi direzionali fuori di regione.
Allora è spontaneo pensare che tutte le proposte tendano a ritornare alle vecchie logiche in cui i partiti, come rappresentati di interessi particolari del territorio, vogliano influenzare pesantemente l’erogazione del credito.
Tutto questo cozza, non solo con l’etica politica, ma anche con la legge bancaria del 1993, che ha riconosciuto la trasformazione delle banche in imprese di intermediazione bancaria, con la normativa di Basilea 2 e 3, ed in ultima analisi con le teorie su privatizzazioni e libero mercato, propugnate dagli stessi che ora suggeriscono un mercato del credito domestico e protetto.
Meglio sarebbe in sede politica, identificare un modello di sviluppo, individuare le vocazioni settoriali della regione e di conseguenza varare iniziative a supporto della crescita con normative fiscali ed accordi con le associazioni delle Aziende di credito.
L'Aquila lì 8 maggio 2012
Area programmatica “La FISAC CGIL che vogliamo” Abruzzo
il coordinatore Fabrizio Petrolini ATTACCHI CONTRO EQUITALIA, NO ALLA LOGICA DEL CAPRO ESPIATORINell'esprimere la solidarietà della Fisac CGIL e della CGIL di L'Aquila a quanti, giovedì scorso, hanno vissuto momenti di apprensione per l'allarme bomba, poi rivelatosi fortunatamente infondato, ai danni della sede aquilana di Equilalia. Ci sentiamo obbligati a ribadire che questi episodi, ed altri analoghi purtroppo più gravi avvenuti in precedenza e successivamente in tutta Italia , sono la conseguenza del fatto che Equitalia ed i suoi lavoratori sono assurdamente ed ingiustamente esposti ad una gogna mediatica e populistica. Non è tollerabile che le tensioni derivanti dalle difficoltà sociali ed economiche veda questi lavoratori consegnati al ruolo di capro espiatorio, dimenticando, invece, quale è la reale attività che essi svolgono. I lavoratori di Equitalia, insieme a quelli della Agenzia delle Entrate, svolgono un ruolo essenziale al servizio dello stato e della legalità fiscale.
Dovremmo seriamente riflettere, tutti, su come in Italia si possa sconfiggere l'evasione e l'elusione fiscale, uno dei mali storici e distorsione culturale di questo nostro paese, dovremmo ricordare, tutti, le conseguenze di questo male: più tasse per chi già le paga in cambio di minori servizi da parte dello stato. Non è Equitalia che determina le scelte legislative di questo paese. E, dopo aver riflettuto e ricordato, dovremmo chiedere conto di questo a chi oggi, come ieri, nelle azioni “salva stato” sviluppa e realizza riforme strutturali e onerose a solo carico delle persone che da sempre hanno dato importanti contributi, ma balbetta ed incespica alla sola idea di porre in campo reali riforme ed azioni di equità e legalità fiscale.
La Segreteria FISAC CGIL L'AQUILA |
|
|
|
|
Altri articoli...
|
|
| Pagina 1 di 17 |
Anche il progresso diventato vecchio e saggio, votò contro. Ennio Flaiano |